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martedì, marzo 30, 2004


10:43:00 PM - Italiani? Prrrrrr!!!!

Noooo, non voi! Non mi permetterei mai! Mi riferisco agli italiani che vivono qui in Florida. Agli italiani in America, agli italiani che, non essendo in Italia, dovrebbero essere più vicini uno all’altro. Dovrebbero essere più “italiani”. Invece si rivelano proprio... ITALIANI. Purtroppo. E non dico così perchè non mi è stato fatto un favore o non ho trovato aiuto se ne ho avuto bisogno. Anzi, da questo punto di vista devo lodare alcuni degli italiani che ho trovato qui. Parlo di “comunità”, di “famiglia”, di... beh, avete presente l’idea di sapere che si ha una comunità alle spalle, come qualsiasi altra persona di altra nazionalità ha quando vive all’estero, anche se è integrata completamente nel paese dove si trova (greci, francesi, tedeschi, marocchini, albanesi... cinesi)? Se arriva una festività tipica della loro nazione, per esempio, si trovano tutti assieme, festeggiano, gioiscono. Non perchè devono, bensì in quanto sono una comunità. Non che mi aspettassi di trovare questo feeling tra gli italiani qui in Florida (dopo 11 anni che la frequento lo so già), ma se di questi 11 anni i primi 5 sono stati magnifici ed i secondi 5 non così tanto (l’undicesimo me lo sono perso per strada), una delle ragioni è che nei primi 5 non ho mai frequentato un italiano! Quindi... TIE’! Italiani emigrati, addio. Torno a mescolarmi tra gli americani, emigrati europei (ce ne sono molti, per dire parlo più francese che inglese qui in America!) ed i sudamericani dai quali sto praticando e migliorando il mio espanol.



Anche nei 15 giorni che ho passato ad Ubud, Bali, in Indonesia, ho cercato di osservare come persone della stessa nazionalità stessero tra loro e tra gli altri. Già lì si creava una grossa comunità di occidentali separata dagli orientali che potevano essere Indonesiani, Cinesi o Giapponesi, ma tra gli occidentali io ero l’unico italiano della compagnia. C’erano 3 francesi che stavano tra loro e poi in compagnia, c’erano degli indonesiani che stavano tra loro e poi in compagnia, degli inglesi che stavano tra loro e poi in compagnia, etc, etc. Italiani sapevo che ce n’erano ancora. Ne ho anche incontrato uno, titolare di una pizzeria. Nemmeno è venuto a stringere la mano. Ma allora... Non so quale sia il problema degli Italiani, quale sia la ragione che non li faccia stare assieme, uniti. Resistono una pizza, una chiaccherata, poi vedersi e stare assieme diventa un dovere o una dipendenza (litigare di calcio, per esempio, è per alcuni una necessità emigrata con loro che possono sfogare solo con un altro connazionale nelle loro condizioni). Lo vedo, e non parlo di me (potrei essere io il problema, e non accorgermene), qui in Florida tra tutti quelli che conosco. Non sono molti gli italiani (nati in Italia) qui in città. Non superano la cinqantina, ammesso che io in 5 anni ne abbia conosciuto solo la metà. Si conoscono, si salutano se si incrociano per strada, sanno i fatti l’uno dell’altro, ma non si cercano, non si chiamano per sapere come stanno, non vanno oltre le formalità. Per capirci, vivendo da solo, a thanksgiving day (il giorno del tacchino, o del ringraziamento, che si voglia, festa americana e poco esportabile in Italia) se sono in America, ogni anno devo rifiutare decine di inviti a casa di questo o di quello. Tutti gli inviti arrivano, ovviamente, da americani. E c’è da tener conto che il thanksgiving day è una festa molto “familiare”, intima, per capirci. L’ultimo Natale, invece, ho ricevuto un solo invito di origine “italiana”, e mi è fatto di dovere (lo ho anche apprezzato, ma gentilmente rifiutato).

L’italiano ha, radicata nel fondo della sua educazione, purtroppo, una vena di acidità che gli fa vivere una vita SOSTANZIALMENTE di merda. E mi scuso per aver scritto “sostanzialmente”. Questa è una mia personale opinione, sia chiaro. E non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ci sono le eccezioni. Io, per esempio. Che culo! Hahahaha. Lodi alla mamma mia che è stata troppo brava nel trasmettermi i valori essenziali per apprezzare la vita. Che è una fortuna, ma anche un problema... Com’è triste sapere quant’è buona una meringa alla panna quando l’unica cosa che puoi mangiare è SOSTANZIALMENTE.... la cosa di prima?

Quindi cari italiani... presi uno ad uno... non siete male, ma presi tutti assieme... PPRRRrrrrrrr!!!!!!!


Storia inviata alle: 10:43:00 PM
Del giorno: martedì, marzo 30, 2004

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