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martedì, dicembre 27, 2005



1:55:00 PM - Un anno che se ne va, un altro che arriva...

Quante volte, nella mia vita, ho festeggiato il passaggio dal vecchio, usato e consumato anno, a quello nuovo, lucente e splendido, sempre promettente successi e belle cose? Ogni volta che un nuovo anno è alle porte, pronto a cambiare la mia vita, dimentico che quello che se ne va ha coperto a sua volta (12 mesi prima) la funzione di anno “lucente e splendido, sempre promettente successi e belle cose” e che magari in parte ha deluso le mie aspettative, ed in parte mi ha regalato sorprese, dolori, amicizie, delusioni e molte altre cose che mai mi sarei aspettato. Tutti i capodanni è stato così: ogni 31 dicembre ho aspettato con fiducia l’arrivo del nuovo anno, ed ogni volta non ho tenuto in considerazione l’anno che mi lasciava. Quest’anno voglio festeggiare al contrario: sarà la festa del 2005 che se ne va, non quella del 2006 che arriva. Quali garanzie mi dà il 2006? Nessuna. Mi sposerò? Diventerò papà? Farò qualche bel viaggio? Conoscerò persone che cambieranno la mia vita (ancora una volta)? Chi lo sa! Tutte domande senza risposta. Quanto il 2005 mi ha dato, invece lo so: posso ringraziarlo, e posso incazzarmici. Il 2005 mi ha riempito di storie d’amore, e me le ha anche tolte, mi ha fatto gelare al freddo di un inverno italiano e mi sta facendo sudare al caldo di un inverno Indonesiano. Il 2005 chiude il suo turno di lavoro lasciandomi con un bilancio positivo, tra i piaceri ed i dispiaceri, ma cerchiamo di fare un riepilogo:

Gennaio: inizio l’anno un po’ perplesso: la morosa ha scelto di passare il capodanno con amici suoi in Irlanda. Io non sono incluso nel programma, ed intuisco, quindi, che la storia è in dirittura d’arrivo (anche se era iniziata solo qualche mese prima): colpa mia... essendomi troppo innamorato ero diventato troppo tonto. In ogni modo le emozioni vissute con lei (e per lei) sono state incredibili. E’ stata una bella esperienza, e lei mi manca ancora, un anno dopo. Solitudine a parte, inizio l’anno con una bella festa (per pochi - 40 circa - intimi), dove conosco la mia futura coinquilina con la quale ho piacevolmente convissuto, in seguito, per qualche mese.

Febbraio: Se in gennaio avevo intuito che la mia storia d’amore stava giungendo al capolinea, in febbraio, dopo un San Valentino passato da solo (in quanto la mia “lei” era nuovamente in viaggio per l’Europa), la storia arriva al capolinea vero e proprio. Un addio alla “ghost” in quanto lei, dopo un ultimo “caloroso” saluto, è scomparsa. Nel frattempo faccio “amicizia” con una bella ragazza che vive in un paese di montagna, ma dopo qualche chilometro di camminate intorno al lago, capiamo che una storia tra noi è impossibile (per suoi motivi religiosi - non cristiani). In compenso mi godo la compagnia di un amico di vecchia data che vive proprio in questo bel paesino, e - quando lui non fuma troppo - respiro un po’ di aria pura.

Marzo: L’Italia comincia a starmi stretta e lancio un appello internazionale: voglio tornare a vivere all’estero, ma non in USA (almeno finché mr. Bush è presidente). Ricevo diverse offerte, e sono attirato dall’estremo oriente. L’esperienza asiatica del 2004 mi aveva lasciato ben impressionato, sognavo di poter fare una esperienza di lavoro in Cina, ma mi ostacolava un leggero problema linguistico. Parto quindi per Singapore dove presto mi ritrovo “incastrato” in una situazione in cui spendo, ma non guadagno nulla. So che non può durare, ma nel frattempo apprezzo la vita della grande città. Singapore è l’unica “metropoli” dove vivrei!

Aprile: Infatti a Singapore conosco una ragazza cinese con cui nasce una bella storia, ma la vita frenetica di questa città rende le cose pressoché impossibili. Ci si riesce a vedere solo mezza giornata la settimana e per me non è abbastanza. Nel frattempo il lavoro mi porta ad una situazione di potenziale lastrico: continuo a spendere (a Singapore non ci si può “muovere” senza mettere mano al portafogli), non guadagno un centesimo e, se non bastasse, non vedo luce all’orizzonte. Messo alle strette trovo una sola via d’uscita da questa situazione...

Maggio: Salgo in un aeroplano e vado a Bali dove ritrovo tutti gli amici ed anche un web designer con cui avevo fatto alcuni lavori in passato. Con lui discutiamo la possibilità di mettere su un business assieme: la proposta mi sembra buona, ma prima di tutto desidero godermi Bali. Riposo un po’, mi sistemo, mi adatto e mi riprendo. Continuo a scrivere alla cinesina, ma anche qui le cose si fanno difficili…

Giugno: Un mese alla grande! Compio gli anni ed il più bel regalo che ricevo è la visita – direttamente dall’Italia – del mio migliore amico. Passo un mese all’insegna del relax: recupero energie (fisiche e mentali), sto in mezzo agli amici, e conosco una bella ragazza indonesiana con la quale, totalmente ignaro di ciò che sarebbe accaduto, comincio una “travolgente” storia d’amore. Particolare significativo, nella storia tra me e questa ragazza, è che lei (all’epoca) non conosceva una parola di Inglese, ed io non ne sapevo una di Indonesiano. La storia è nata solo con sorrisi e grafici tentativi di comunicazione (e l’apporto di qualche volontario traduttore).

Luglio: Dopo un “particolare” viaggio di qualche giorno a Kuala Lampur, di ritorno a Bali, visto che il lavoro cominciava a prendere forma, io ed il socio indonesiano apriamo un ufficio (nella foto io, la segretaria ed il socio durante un party). Abbiamo grandi progetti, pochi soldi, molto lavoro da fare e tanta buona volontà. L’indonesianina, nel frattempo, si rivela una delle migliori morose che io abbia mai avuto. E’ della mia stessa scuola di pensiero: sempre assieme, affiatati, felici per piccole e semplici cose e sa prendersi cura di me in un modo eccezionale. Resta il problema della lingua, ma rende le cose ancora più stimolanti.

Agosto: Essendo l’ufficio in un’altra città, rispetto a quella dove vivo, decido di traslocare. La morosa coglie la palla al balzo e viene a vivere con me. Il lavoro va bene, e reinvestiamo tutte le entrate nel business. Avendo aperto senza alcun investimento iniziale, ma finanziati solo con le entrate dei lavori che abbiamo fatto prima di mettere su baracca, facciamo cauti passi. Compriamo PC, assumiamo dipendenti e incrementiamo il lavoro. Nel frattempo la morosa comincia a dare segni di (ingiustificata) gelosia nei confronti della segretaria, finché la situazione non inizia a creare problemi in ufficio. Qui inizio a preoccuparmi, e la storia comincia a degenerare…

Settembre: Passo un mese a lavorare. Le cose da fare sono molte, la vita fuori dall’ufficio - per come le cose vanno con la morosa - sembra un film di paura. Preferisco quindi restare il più possibile a produrre codice informatico. Insegno al nuovo assunto tutti i segreti della programmazione professionale. Arrivano più clienti di quanti possiamo gestirne, e trovare programmatori capaci sembra una missione impossibile. Insomma, nel mettersi bene le cose si fanno difficili…

Ottobre: Inizio del mese col botto. Dei terroristi pianificano un attacco con tre attentatori suicidi. Rifiuto un invito a cena per andare a fare assistenza ad un cliente. Il mio socio, invece, si trova proprio a quattro tavoli di distanza dalla bomba. Nel giro di un attimo si ritrova assordato ad un orecchio (un mese e mezzo dopo l’udito è tornato apposto) e ricoperto da “pezzettini” di attentatore. Corso in acqua (il ristorante si trova sulla spiaggia) per lavarsi e sfuggire ad un’eventuale seconda bomba, per poco non inciampa sulla testa del kamikaze. Oltre a traumatizzare psicologicamente il mio socio, questi attacchi terroristici hanno avuto un effetto negativo nel turismo. Considerato che l’economia locale è basata sul turismo, il danno è notevole. Per fortuna il nostro business non ne risente parecchio. Nel frattempo riesco a portare a termine la storia con la morosa, in quanto la situazione si era fatta insopportabile. Nonostante la storia finisca, lei non se ne va da casa. Io nel frattempo non riesco a fare un respiro che mi ritrovo già con una nuova morosa…

Novembre: La ex morosa non se ne va da casa, quindi me ne vado io. Affitto un altro posto nella città dove abitavo prima, e la nuova morosa mi segue. L’ospitalità di una notte diventa una convivenza... e la cosa non è piacevolissima per me, in quanto non solo questo non era nei miei programmi, ma praticamente non riesco più a dormire la notte. In ufficio abbiamo un nuovo programmatore e la mancanza di sonno e l’aumento di lavoro si fanno sentire e divento sempre meno tollerante e paziente. Il mio blog è praticamente abbandonato e trovare il tempo necessario per fare qualcosa per me stesso è praticamente impossibile. Le email di amici e parenti si accumulano nella cartella “posta da rispondere” e se vado a bere un caffè dove prima ero un habitué mi sento chiedere “quando” fossi tornato a Bali… (ma se non me ne sono mai andato???). Capisco che devo cambiare traiettoria, altrimenti che ci sono venuto a fare a Bali?

Dicembre: Opto per la vita da Single (si, con la “S” maiuscola). Riesco a rompere con la nuova morosa e ritrovo un po’ di spazio per me stesso. Dico “riesco” in quanto qui sembra impossibile lasciarsi con una ragazza!!! Di sicuro per molte ragazze, in passato, è risultato impossibile lasciarsi con me (inclusa la francesina di inizio anno). Sarà che forse sto ricaricando il mio karma? Comunque sia ho temporaneamente trasferito l’amore sul web. Ho una dolcissima “girl-web-friend” o “webgirlfriend” che ha la magia di esserci quando connetto il computer ad internet (o quando accendo il cellulare) e non esserci quando mi scollego o spengo il cellulare. E riprendo fiato. Si, perché il 2006 è alle porte, e non voglio grandi promesse per il mio prossimo futuro. Mi basta vincere al lotto senza giocarlo, sposarmi con una splendida ragazza e avere 1000 bambini, dimagrire mangiando biscotti al cioccolato, programmare computer nel sonno, viaggiare per tutto il mondo ed essere sempre riposato ed in forma...


Storia inviata alle: 1:55:00 PM
Del giorno: martedì, dicembre 27, 2005

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