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venerdì, agosto 13, 2004
4:26 AM - Florida, un milione di evacuati per l'arrivo dell'uragano Charley
IO SONO AL FREDDO A CHICAGO E GUARDO TUTTO L'ANDAMENTO VIA INTERNET...
Quasi un milione di persone, dalle isole Keys alla baia di Tampa, sono state esortate ad evacuare la zona dalle autorità della Florida, in vista dell'arrivo dell'uragano Charley, previsto per la giornata di venerdì. Si tratta della più vasta richiesta di evacuazione fatta dal governo dello stato dal 1999, quando un record di 1,3 milioni di persone furono dichiarate in pericolo per l'arrivo dell'uragano Floyd.
Le aree a maggior rischio sono quelle costiere nei pressi delle città di Tampa e St.Petersburg. L'evacuazione riguarda anche la base militare McDill a Tampa, dove ha sede il comando centrale (Centcom) delle forze americane, che ha competenza tra l'altro sulle operazioni in Iraq e in Afghanistan.
Solo il personale essenziale resterà nella base, ha detto una portavoce del Centcom, il tenente Erin Dorrance, mentre gran parte dei militari e delle loro famiglie sono stati esortati a lasciare l'area. Lunghe code si sono formate sulle strade e in particolare sul ponte che unisce St.Petersburg a Tampa.
Gli esperti del centro per gli uragani ritengono che Charley colpira' la Florida con venti a oltre 177 km orari, come uragano di categoria tre (su una scala di cinque) e provocherà tra l'altro sulla costa del Golfo del Messico onde di 4-5 metri.
Storia inviata alle: 4:26 AM
Del giorno: venerdì, agosto 13, 2004
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giovedì, agosto 12, 2004
5:42 PM - Dimmi il tuo nome ti dirò quanto sei sexy
La tesi emerge dagli studi condotti da Amy Perfors, linguista del MIT
(ma ci ero arrivato prima io!! hahahaah leggi
QUI)
Dimmi il tuo nome ti dirò quanto sei sexy
La studiosa si è servita del sito «Hot or Not» specializzato nella valutazione di foto. Il segreto sarebbe nel suono delle vocali
BOSTON - Dimmi il tuo nome ti dirò quanto sei sexy. Questa affermazione, a prima vista paradossale, è il risultato di una serie di ricerche condotte dalla nota linguista Amy Perfors del famoso Massachussets Institute of Technology (MIT).
«HOT OR NOT» - L'esperimento condotto dalla studiosa si è servito del sito «Hot or Not» in cui i navigatori lasciano le loro foto per poi essere valutati dai visitatori della pagina web. La linguista ha potuto osservare che i voti dati alla stessa foto, cambiando il nome del protagonista, varia di volta in volta in base al suono che assumono le vocali, riprendendo una tesi pubblicata dalla rivista inglese New Scientist.
VOCALI MAGICHE - Gli uomini che hanno vocali aperte nel loro nome, come ad esempio Matteo o Carlo, dovrebbero risultare più sexy di quelli che hanno avuto al sfortuna di avere nomi contenenti vocali chiuse, a cominciare da Luca. Amy Perfors ritiene che le vocali aperte siano spesse percepite come «più aggraziate» rispetto a quelle chiuse, segno che le donne sono in cerca di uomini sensibili e gentili, tratti caratteriali usualmente percepiti come femminili. Per le persone di sesso maschile, quindi, i migliori nomi sono quelli che contengono vocali come la «e» e la «i» mentre cattive notizie per quelli che hanno la «u» scritta sulla carta d'identità. Ma gli uomini che stanno pensando a trasformare il loro nome rendendolo sempre più attrattivo e femminile dovranno stare attenti a non esagerare: gli uomini che hanno nomi femminili sono considerati come i meno attraenti sulla piazza.
E PER LE DONNE VALE L'OPPOSTO - Il contrario, sempre secondo gli studi condotti dalla linguista, dovrebbe essere per le donne: coloro le quali hanno un nome con vocali chiuse risulterebbero più sexy di quelle col nome dotato di vocali aperte. Per esempio, Marta sarebbe svantaggiata su Enrica. Avere un nome mascolino è sicuramente un punto a favore per un uomo e dagli studi appare che le consonanti favorite siano la «k» e la «b». Discorso differente vale per le donne: meglio avere un nome molto femminile oppure molto mascolino perchè coloro che si collocano nel mezzo sarebbero le meno attraenti.
LE VECCHIE REGOLE NON CAMBIANO - La linguista conclude, però, la sua analisi affermando: «Non si preoccupino le persone esteticamente belle. In ogni caso una persona affascinante con un nome «poco attraente» avrà più successo in amore di un'altra meno interessante che ha avuto la fortuna d'avere un «buon» nome». Una presa di posizione a suo modo scontata ma che potrebbe cancellare le possibili illusioni create da questa strana ricerca.
Storia inviata alle: 5:42 PM
Del giorno: giovedì, agosto 12, 2004
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martedì, agosto 10, 2004
1:56 PM - E io dovrei vivere a Mestre? ma manco per sogno!!!!
La fuga di gas giovedì scorso a Marghera.
La notizia data in ritardo
Perdita di dicloretano, indaga la Procura
Cento chili della sostanza tossica e cancerogena in 15 mila litri d'acqua. Un operaio è ricorso a cure mediche
MARGHERA - La procura di Venezia sta indagando su una fuga di dicloretano avvenuta giovedì scorso in un'azienda chimica di Marghera. Un centinaio di chilogrammi di dicloretano (una sostanza, tossica e cancerogena) disciolti in 15 mila litri d'acqua sono stati scaricati in un terreno per la rottura di una tubazione tra un impianto e il parco serbatoi. Un operaio che si trovava nella zona ha subito dato l'allarme e poi è ricorso a cure mediche.
C'è pero polemica sui tempi e le modalità di comunicazione dell'incidente alle autorità competenti e i verbali dei primi accertamenti compiuti dall'agenzia per l'ambiente (Arpav) e dalla Provincia di Venezia.
«FATTO GRAVE» - «È un fatto grave», ha affermato il prosindaco di Mestre, Gianfranco Bettin. «Continua lo stillicidio di incidenti più o meno gravi. Ciò vuol dire che non c'è un controllo della situazione sia sul fronte della sicurezza sia su quello della tutela degli impianti. A sei giorni dall'incidente non si sa ancora cosa sia accaduto e adesso sarà la magistratura a dover fare chiarezza. Quello che è grave è che ci si sente in balia di un sistema che è chiaramente consunto».
L'azienda avrebbe indicato che l'incidente non avrebbe comportato la penetrazione di liquido nel sottosuolo né interessato aree abitate. «Solo le analisi dell'Arpav diranno se c'è stato inquinamento ambientale e in che misura», ha rilevato Bettin, indicando che l'incidente è stato comunicato con una ventina di ore di ritardo. «La popolazione della terraferma veneziana non è molto tranquilla».
Storia inviata alle: 1:56 PM
Del giorno: martedì, agosto 10, 2004
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domenica, agosto 08, 2004
1:47 PM - Monaco, stop al progetto Linux "Una direttiva europea ci blocca"
Il comune bavarese voleva rimpiazzare Windows in 14 mila pc
La nuova normativa Ue sui brevetti rimette tutto in discussione
Monaco, stop al progetto Linux "Una direttiva europea ci blocca"
Sarebbe stata la più grande operazione di questo tipo
In Italia, il comune di Roma assicura: "Noi andiamo avanti"
di ALESSIO BALBI
ROMA - Monaco di Baviera, la prima città europea ad adottare Linux in tutti gli uffici comunali, potrebbe essere costretta a rivedere completamente i suoi piani a causa di una direttiva europea che rende problematico lo sviluppo del software open source.
Secondo il progetto LiMux, approvato definitivamente a giugno, nei 14 mila computer dell'amministrazione comunale bavarese il sistema operativo Microsoft Windows sarebbe stato sostituito dal suo concorrente open source Linux. Un'operazione da 42 milioni di euro che avrebbe costituito un successo senza precedenti per il movimento del software libero.
Una direttiva sui brevetti software approvata a giugno dal Consiglio dei ministri dell'Ue ha improvvisamente rimesso in discussione il progetto LiMux. La direttiva, modellata su un'analoga normativa statunitense, prevede infatti la brevettabilità di qualunque codice informatico, anche se slegato da un'innovazione meccanica.
In termini pratici, significa che qualsiasi tipo di idea, soluzione o procedimento software può essere diventare proprietario: "Ad esempio, la Apple Computer detiene un brevetto sul cestino virtuale per i file", spiega la Free software foundation, un'organizzazione che promuove la diffusione dei programmi open source. "La Apple può proibire l'inserimento dell'idea 'cestino per la carta' in qualunque programma, indipendentemente dalle tecniche, dai metodi e dal linguaggio utilizzati".
In Europa sono stati già depositati 30 mila brevetti di questo tipo. La nuova direttiva li rende operativi, esponendo al rischio di multe per violazione del copyright centinaia di software. Particolarmente in pericolo sono le piccole aziende, che non possono permettersi di affrontare lunghe cause e compromessi economici.
Secondo una ricerca della Foundation for a Free Information Infrastructure, un'associazione nonprofit con sede a Monaco, il particolare client Linux scelto dalla capitale bavarese per i computer dei suoi impiegati viola oltre 50 brevetti depositati in Europa. Per questo, la giunta comunale di Monaco ha deciso di bloccare il progetto LiMux, finché non saranno chiariti tutti gli aspetti della vicenda. Il timore è che, una volta completato il passaggio a Linux, l'amministrazione municipale debba mettersi a fronteggiare azioni legali o, peggio, che l'intera attività del comune debba bloccarsi qualora qualcuno reclamasse l'illegittimità del software adottato.
In un comunicato il sindaco di Monaco, il socialdemocratico Christian Ude, ha lanciato un appello "a tutte le città e le compagnie europee interessate all'open source affinché esercitino la loro influenza sull'Ue e sui governi nazionali per evitare che la direttiva diventi legge".
A febbraio, anche il comune di Roma aveva annunciato una graduale apertura verso Linux. "Il nostro progetto va avanti", spiega a Repubblica.it Francesco Loriga, responsabile per l'Innovazione tecnologica dell'assessorato alla Comunicazione capitolino. "Rispetto a Monaco, noi abbiamo scelto un approccio più graduale, e abbiamo intenzione di tenere aperti il dibattito e la sperimentazione, senza preclusioni ideologiche, ma tentando di stimolare una sana concorrenza tra i sistemi open source e quelli proprietari".
Storia inviata alle: 1:47 PM
Del giorno: domenica, agosto 08, 2004
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